martedì 22 novembre 2011

BIOGRAFIA DEGLI HEROES DEL SILENCIO




PRIMA PARTE (1984-1988)


1984


Tutto incomincia quando Joaquín Cardiel (bassista dei Tres de Ellos e Edición Fría), Juan e Pedro Valdivia (rispettivamente chitarrista e batterista dei Zumo de Vidrio) ed Enrique Bunbury (bassista dei Proceso Entrópico) si presentano alla "I Muestra de pop, rock y otros rollos" tenutasi a Saragozza i giorni 23, 24 e 25 di marzo del 1984. Lontani dal trionfare, i risultati ottenuti nel concorso, furono solo una serie di buone critiche per il gruppo di Juan Valdivia (Zumo de Vidrio).



Più avanti, ad una festa di compleanno, Juan rincontra Enrique, riconoscendolo come il bassista dei Proceso Entrópico e lo invita a suonare il basso col suo gruppo. Enrique incomincia a provare con loro fino a che si incorpora definitivamente con i Zumo de Vidrio. In quell'epoca era raro che un musicista avesse uno strumento ed amplificatore proprio, e provavano collegando la chitarra ed il basso allo stesso amplificatore. A quei tempi il cantante del gruppo era un cugino di Juan e Pedro Valdivia, il quale suonava nel gruppo solo per divertimento. Quando questo incomincia a mancare alle prove, Enrique si improvvisa come vocalist e dopo avere cantato "Rock & Roll suicide" di David Bowie, Juan gli  chiede di diventare il nuovo cantante della band.

Con Enrique nelle vesti di vocalist si incominciano a comporre i primi brani: "Héroe del Silencio" (che successivamente si chiamerà "Héroe de Leyenda"),  "Olvidado", "Hologramas" e "Sindicato del Riesgo". Lo stile dei Zumo de Vidrio (che precedentemente era un pop più gioviale), incomincia ad oscurarsi tanto musicalmente quanto liricamente. Quando si decise che le nuove canzoni servivano per un progetto parallelo ai Zumo de Vidrio, optano per registrarle in un nastro, il quale gli costò 15.000 pesetas (circa 90 euro).


1985

La sorella di Juan, Beatriz Valdivia, che conosceva Cachi (un commentatore musicale e DJ che lavorava nel programma "Sangre española" di Radio Saragozza), incoraggia i suoi fratelli a portargli il nastro (una demo) che i Zumo de Vidrio avevano appena registrato. Juan, Pedro ed Enrique lo incontrano e questi non li prende troppo sul serio. Pochi giorni dopo, Beatriz riceve una chiamata da Cachi, il quale era intenzionato ad incontrare nuovamente la band dei suoi fratelli.

Andando a "Radio Saragozza", iniziano a cercare un nuovo nome per il gruppo, e poco prima di entrare nella sala decidono di chiamarsi Héroes del Silencio come il vecchio nome della canzone “Héroe de Leyenda”. A partire da quell'incontro Cachi incomincia ad appoggiare il gruppo e lì nascono gli Héroes del Silencio, inizialmente formati da Enrique Bunbury come bassista e cantante, Juan Valdivia alla chitarra e Pedro Valdivia alla batteria.


La prima esibizione degli Héroes del Silencio fu ad una sessione de "Las Matinales del Cine Pax" il 10 Marzo 1985, organizzata da Radio Popular, in un teatro ubicato nel Palazzo Arzobispal, sito nella Piazza de La Seo a Saragozza. Gli Héroes suonano come gruppo spalla degli Alphaville e Boda de Rubias. Enrique si presenta in pubblico con un sombrero alla Phillip Mallowe e pronuncia queste parole: “Benvenuti nella casa del Padre”.




Alla fine dell’anno si delinea la formazione definitiva degli Héroes del Silencio.

Da una parte Enrique si vede limitato, dovendo suonare il basso e cantare allo stesso tempo e preferisce dunque dedicarsi al canto, confrontarsi col pubblico e maneggiare meglio la situazione. Si decide dunque di arruolare un nuovo bassista e chiedono a Joaquín Cardiel degli Edición Fría, (la band della sala prove accanto) di suonare provvisoriamente con loro. Benché all'inizio Joaquín non fu un membro fisso (perché in quell'epoca era molto abituale che i musicisti suonassero contemporaneamente in più gruppi) alla fine decise di rimanere, diventando uno dei membri più attivi degli Héroes del Silencio.





Pedro Valdivia incominciò di volta in volta a trascurare il gruppo per dedicarsi ai suoi studi di medicina, fino a che abbandona la band in maniera definitiva. Per qualche tempo Enrique si occupa della batteria e arrivano perfino ad usare una drum machine. Quando finalmente invitano a provare con loro il drummer Pedro Andreu che suonava nei Modos. L'idea era che il batterista fosse provvisorio fino a che ne trovassero un altro, ma Pedro mostrò molto interesse per il progetto e finì per rimanere, diventando un membro effettivo.



Sin dall'inizio gli Héroes del Silencio erano molto convinti delle loro possibilità e volevano andare sempre più avanti, con l'unico obbiettivo di registrare un disco ed arrivare al pubblico di tutta la Spagna. Tutto quello che guadagnano dalle esibizioni è destinato a migliorare la strumentazione del gruppo, cambiando amplificatori, chitarre, batterie e affinando sempre il loro equipaggiamento.



Dotati di grande autostima, incominciarono subito ad avere dei fans e a relazionare con il pubblico. Addirittura nell’estate dello stesso anno nel Rincón de Goya a Saragozza come gruppo spalla degli Unión, gran parte del pubblico cantava in coro “Olvidado” senza che ci fosse ancora nessun disco del gruppo sul mercato e obbligandoli perfino a fare dei bis. Una cosa insolita per un gruppo spalla. 



Il gruppo si consolida, migliorando di volta in volta. Gli Héroes incominciano ad uscire nei media locali, come per esempio nella rivista postmoderna "Meno 15”, ed a contare sull’appoggio di buona parte della critica di Saragozza che li esalta con entusiasmo, e li supporta in modo che le case discografiche di Madrid comincino a sentire parlare di loro. Matías Uribe (giornalista de l’Heraldo de Aragon e propulsore della rivista di portata nazionale "Disco Actualidad") e Cachi furono quelli che più di tutti appoggiarono il gruppo all’inizio).


Quell'anno arrivano anche alla fase regionale del Festival di Benidorm. Secondo la loro stessa opinione tutto si deve alla grande amicizia che esiste tra i membri del gruppo, e alla democrazia che c'era nel momento di prendere le decisioni.


1986

Il debutto ufficiale degli Héroes del Silencio in qualità di quartetto avviene il 21 Marzo presso il locale "Oh!" di Saragozza. Il gruppo partecipa a molti concerti e registra diversi demo con sempre più brani, con l'intenzione di creare un repertorio proprio. La voce di Enrique continua a cambiare in meglio, acquisendo toni gravi, e lo stile musicale ed il suono del gruppo incomincia ad affiorare. Cercano continuamente di esibirsi e vanno spesso al Municipio di Saragozza per offrirsi come supporters di qualsiasi gruppo. Incominciano ad essere coscienti che c’è sempre più gente ai lori concerti e che la loro musica piace e l'idea di registrare un disco si trasforma praticamente in un'ossessione. Non  solo inviano i nastri che registrano alle stazioni radiofoniche locali ma incominciano ad inviarli anche alle  case discografiche dei dischi che hanno in casa loro, alcune delle quali sono già scomparse da tempo. Il risultato non è del tutto soddisfacente.  Come aneddoto, la SONY gli risponde comunicandogli che non rientrano nei suoi piani ma di continuare ad inviare materiale. In quell'affanno di voler progredire, maneggiano l'idea di cercare un manager, che alla fine riescono a trovare. Si tratta di un manager di orchestre da ballo che gli crea alcuni cartelli  pubblicitari, ma purtroppo non gli fa ottenere nessuna esibizione.




Durante tutto l'anno continuano a fare da gruppo spalla in concerti di altri artisti come Alphaville, 091, Unión', etc., facendosi conoscere ulteriormente.
In estate si presentano al concorso "Nuovo Pop Spagnolo", una competizione organizzata da Radio Catena, una radio statale (ora scomparsa) che si occupava di promuovere nuovi gruppi.




Gli Héroes del Silencio raggiungono la finale che ha luogo a Salamanca dopo aver guadagnato la finale di Saragozza, alla quale arrivano gruppi come Distrito 14 (a quei tempi Pékora Harris) , Los Modos ed altri gruppi saragozzani. Nella finale di Salamanca arrivano terzi tra bands come  La Granja, Tomato, Las Ruedas e Misión Imposible; con una gran delusione per loro stessi e per i loro fans. La sconfitta gli sprona a continuare a lavorare. Nella finale di Saragozza come in quella di Salamanca, sono stati osservati da alcuni rappresentanti della casa discografica EMI.





Prima della fine dell'anno suonano a "La Fiesta del Pilar" di Saragozza, nello Stadio de La Romareda facendo da supporto a El Último de la Fila e Franco Battiato, e nel Paseo de La Independencia a Puturrú de Fuá.


1987

Questo anno è il più importante della carriera degli Héroes del Silencio.

Cachi, interessato a diffondere e scoprire i gruppi aragonesi, accompagna gli Enfermos Mentales (un gruppo di Saragozza) a Madrid, dove si recavano per essere visti da rappresentanti di differenti case discografiche. Durante il suo soggiorno a Madrid, Cachi fa arrivare a Gustavo Montesano, produttore e chitarrista di Olé-olé e rappresentante della casa discografica EMI, una delle registrazioni degli Héroes del Silencio. La EMI era già stata informata  dell’esistenza degli Héroes e del loro potenziale.




Gustavo Montesano rimase molto impressionato dal lavoro degli Héroes del Silencio, tanto che, lui va a Saragozza per assistere all'esibizione che il gruppo doveva tenere il 10 di Gennaio nella sala En Bruto, in un ciclo di concerti chiamato "Zaragoza sobre el escenario", organizzato da Mariano Chueca dei Distretto14. Dopo quel concerto gli Héroes firmano un contratto con Montesano, contratto che li unì per tutta la loro carriera alla  EMI.


Al tempo nessun gruppo di Saragozza aveva registrato un LP eccetto i Vocoder e  i Van Cyborg, e gli Héroes del Silencio tarderanno ancora un po' prima di registrare il loro.
In un primo momento la EMI non si fida troppo del successo che potrebbero avere e prova con la pubblicazione di un maxi-singolo prima di rilasciare un LP. In questo modo pretendono di soppesare il mercato prima di arrischiarsi con un lancio “alla grande” di un album completo. Ricardo Ortiz, direttore di marketing della EMI in quel momento, avverte gli Héroes che se non vendono almeno 5.000 copie del maxi-singolo non potranno registrare l’LP.  Egli delude molto il gruppo, visto che quello è il loro principale obbiettivo.

Alla fine dell’anno viene pubblicato il primo lavoro discografico, il maxi-singolo "Héroe de Leyenda”. La registrazione fu realizzata in una settimana, con molta fretta e con pochi presupposti, e inaspettatamente arrivarono a vendere 30.000 copie in poco tempo. La EMI dovette dunque ristamparlo.



Il disco è un chiaro esempio che gli Héroes del Silencio si trovano in una tappa di transizione e ciò crea dei dubbi. Loro hanno un stile di musica con tendenze pop londinesi e con le tipiche batterie elettroniche, già a quei tempi passate di moda. Nonostante tutto, in quel maxi-singolo "Héroe de Leyenda" si può apprezzare il fatto che il gruppo dà quasi la stessa importanza sia alla voce che alla chitarra.

La settimana di registrazione servì a loro per acquisire esperienza in vista del seguente album e per farsi conoscere definitivamente in tutta la Spagna.


1988

La buona accoglienza del primo lavoro discografico incoraggia la EMI ed il produttore Gustavo Montesano a far registrare alla band il primo LP "El Mar No Cesa”, che viene pubblicato nel mese di ottobre di quello stesso anno.




Enrique sapeva già da molto tempo che il suo primo disco doveva chiamarsi "El Mar No Cesa”. Il nome “nacque” un giorno nel negozio di dischi di Zaragoza Linacero, dove lui andò a comprare un album di un gruppo punk madrileno chiamato "Mar Otra Vez" e non ricordandosi il nome, lo chiese come "El Mar No Cesa”. Il suo errore ispirò il nome di una canzone e posteriormente quello del primo disco del gruppo. Inoltre si trasforma nel lemma del gruppo, nel quale "il mare" è presente nelle fotografie promozionali, appare nella copertina dell'album e  perfino in diversi dei testi delle canzoni.




L'album inciso negli Studi Hispavox di Madrid, è una dimostrazione dell'evoluzione che  il gruppo vive nei quindici mesi che separano la pubblicazione dal primo maxi-singolo da quella del LP. La voce di Enrique suona in modo meno adolescenziale ed il suono si avvicina  di più a quello del pop inglese anni ‘80.  Trattandosi del primo album, il gruppo si vede obbligato ad accettare certi aspetti di produzione che non condivide a pieno. Gli Héroes del Silencio vogliono riflettere nel disco la stessa carica ed energia che hanno nelle esibizioni dal vivo, ma il produttore non la pensa allo stesso modo. Nonostante tutto, il disco non è come i produttori realmente vogliono, inoltre lo "arrangiano" con suoni di sintetizzatore senza consultare in primo luogo il gruppo. Enrique se ne accorge e minaccia di lasciare le registrazioni e di ritornare a Saragozza se non si fossero cambiate le cose. La casa discografica  è dunque obbligata a togliere gli arrangiamenti e a limitarsi a produrre il disco. Tutto ciò fa si che il disco non sia esattamente come il gruppo desiderava.





Dopo la pubblicazione di "El Mar No Cesa”, gli Héroes del Silencio si imbarcano nella promozione del disco tramite le stazioni radiofoniche e soprattutto nei programmi televisivi, i quali si mostrano molto ricettivi col gruppo (suonando in playback) e nelle riviste femminili. Invece la stampa  cartacea si mostra sin dall’inizio indifferente, ad eccezione di quella aragonese.

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