ANGELES DEL INFIERNO




Tutto inizia nel 1978 quando il chitarrista Robert Alvarez e il bassista Santi Rubio decidono di metter su una band dedita ad un genere che all'epoca stava nascendo e trovando consensi tra gli ascoltatori del rock duro, stiamo parlando ovviamente dell'Heavy Metal. Nel 1981 la formazione viene completata con l'entrata del singer Juan Gallardo e da quel momento si può dire che nascono gli Angeles del Infierno, storica band del metal spagnolo.

Nel 1984 firmano per la Warner Music che lo stesso anno pubblica "Pacto con El Diablo", primo album ufficiale della band di San Sebastian. Il successo in Spagna fu immediato grazie sopratutto alla presenza di brani diretti e coinvolgenti come la opener "Maldito Sea Tu Nombre", "Sombras en la Oscuridad", "El Principio del Fin", "Sangre". Le influenze sono da ricercare nel sound tipico dell'Heavy Metal di stampo britannico, in particolar modo Iron Maiden e Judas Priest.


Nel 1985 è il turno di "Diabolicca", un altro album di successo non solo in Spagna ma anche negli altri paesi di lingua spagnola, specialmente in Messico dove la band riscosse un notevole seguito. "Fuera de la Ley", "Con las Botas Puestas", "Junkie", "Héroes del Poder" sono sicuramente i migliori episodi di questo disco. La genuinità, semplicità ed umiltà sono i principali ingredienti di questi due primi lavori, uniti ad una sana "attitudine metal" tipica dei mitici anni '80.

"Joven Par Morir" rilasciato nel 1986 vede un band che cavalca l'ottimo momento di grazia del metal che in quel periodo poteva vantare un'ottima presa sul pubblico, specialmente quello giovanile. Il suono è sicuramente più commerciale ed easy listening, i brani meno tirati rispetto a quelli dei due precedenti album. Sulla stessa scia è il successivo "666" (1988) che nonostante le critiche negative risulterà essere il disco più venduto degli Angeles del Infierno. Seguì anche un tour che li portò a suonare per la prima volta in America, inclusi gli Stati Uniti dove tra l'altro fecero il "tutto esaurito" all'Hollywood Palace.


Nel 1993 "A Cara o Cruz" riporta la band su buoni livelli ed il risultato è sicuramente meglio del precedente "666". Il sound si irrobustisce e si da spazio anche a nuovi approcci musicali che si possono notare in brani come "Sexo en Exceso" e "En un Sueño", nei quali appaiono anche le tastiere che fungono da intro.

Nel 2001-02 la Warner Bros rilascia le compilation: "Exitos Diabolicos" e "Discografia 1984-1993". Dopo varie tournée nel nuovo continente ritornano in studio e nel 2003 esce "Todos Somos Angeles". La direzione musicale presa dalla band fa subito capire che l'album è destinato principalmente al pubblico americano. In Spagna non fu accolto con entusiasmo nonostante le buone vendite in generale.

Da oltre 10 anni gli Angeles del Infierno non hanno pubblicato album in studio ma nel frattempo non sono mai mancate le esibizioni dal vivo, suonando molte volte negli USA. Inoltre il gruppo già da tempo si è trasferito a Miami (Florida) senza ovviamente trascurare i concerti in patria.

In conclusione, una band che ha lasciato il segno nella misconosciuta scena metal spagnola soprattutto per "Pacto con El Diablo" e "Diabolicca". Loro e i Baron Rojo sono stati i gruppi più rappresentativi di questo genere nella Spagna degli anni '80.







11 commenti:

  1. Sto ascoltando adesso il primo album. Sono d'accordo con te che richiamino le sonorità di Judas Priest e Iron Maiden, ma secondo me anche molto quelle degli Anthrax.

    Sono molto bravi, però il fatto che si rifacciano alle sonorità angloamericane è al contempo un aspetto che ne pregiudica la grandezza. Mi spiego: gli AdI assomigliano molto ai Judas (ad esempio) ma saranno sempre inferiori a questi e resteranno una buona copia spagnola di qualcosa che altrove viene fatto meglio. Al contrario gli HDS sono unici e non somigliano a nessun altro e questa è la loro grandezza: sono bravissimi e hanno inventato uno stile nuovo che non ha eguali. Sono i migliori nel loro genere.

    Spero di essermi spiegato.

    Sei d'accordo?

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  2. Ciao Hammer

    Riguardo gli HDS concordo con te! Un gruppo unico nel panorama rock spagnolo che difficilmente verrà uguagliato sia a livello musicale che di song-writing. Mi da fastidio pensare che in Italia c'è ancora gente che dice che gli Héroes hanno copiato dai Litfiba, che si sono ispirati a loro, che Enrique Bunbury imitava in tutto e per tutto Piero Pelù. Ovviamente non conoscono la storia del quartetto di Saragozza e non hanno mai letto i testi, tanto per dirne una! A mio avviso sono due gruppi diversi che non hanno nessun collegamento l'uno con l'altro se non quello di usare entrambi la lingua madre e di essere stati per un certo periodo contemporanei.

    Sugli Angeles del Infierno ti do ragione sul fatto che non sono una band originale, le influenze del metal inglese sono abbastanza evidenti. Ovviamente anche io penso che i Judas e i Maiden siano migliori di loro, in quanto precursori della New Wave of British Heavy Metal a cui gli Angeles sono fortemente debitori.

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  3. ...nello stesso tempo apprezzo il fatto che gli ADI si siano impegnati nel ritagliarsi uno spazio importante all'interno della scena metal spagnola (purtroppo poco conosciuta). Lo stesso vale anche per altre bands (Muro e Leize per esempio). Tutto questo per dimostrare che per fare buona musica non è necessario usare l'inglese ad ogni costo. La Spagna non è solo nacchere, flamenco e Julio Iglesias. Fortunatamente c'è anche altro!

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  4. Non vorrei scoperchiare un vaso di Pandora, comunque provo a risponderti un po' su tutto.

    Secondo me una similitudine tra i Ltfiba e gli Heroes effettivamente esiste, ma solo a livello canoro. La voce e lo stile di Enrique non sono molto diversi da quelli di Piero. Ad esempio in Flor Venenosa, ma anche in Entre Dos Tierras, a me sembra di risentire il Piero di Cangaceiro o di Re del Silenzio. E va benissimo, nel senso che sono entrambi bravissimi, quindi ben venga se hanno qualcosa in comune. Le somiglianze, concordo con te, finiscono qui. Ma questo già dà un'impronta forte alla musica di entrambi (vedi anche ciò che ne ha scritto Truemetal nella recensione che hai ripubblicato su questo sito). Ma soprattutto questa somiglianza non implica che uno abbia copiato dall'altro, semplicemente sono due cantanti latini, coevi, con uno stile simile.

    Sono d'accordo sul fatto che questi gruppi spagnoli hanno il grosso merito di essersi ritagliati uno spazio nel mondo metal e di dimostrare che si può fare bella musica in lingue diverse. Lo stesso fanno (o hanno fatto) anche le band dell'est Europa (Iris, Divlje Jagode, PRL, mi fermo ai primi tre che mi vengono in mente) che non sono da meno.

    In ultimo... anche se la Spagna, giustamente, non è solo flamenco e Julio Iglesias nel rock/metal spagnolo c'è un po' di quella vena latina e mediterranea che contraddistingue tutta la musica spagnola, ed è proprio questa buona mistura a rendere questi gruppi preziosissimi (parere personalissimo, beninteso :-))

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  5. Infatti io volevo dire che gli Héroes non sono una copia dei Litfiba come diversa gente afferma. Può starci una similitudine canora ma non un'imitazione, capita che diversi artisti abbiamo uno stile che poco si discosta l'uno dall'altro (specie nel Metal dove è pieno di gruppi che sono la fotocopia di altri). A me ha sempre dato fastidio il fatto che dicessero questo! Non dimentichiamo come tu hai scritto che entrambi sono due cantanti latini, spagnolo e italiano hanno la stessa origine e si assomigliano come lingue. Tutti e due ci mettono molta passione e sentimento cantando ed esibendosi dal vivo.

    E' vero che la vena latina/mediterranea è presente nel rock/metal spagnolo, basta sentire i Medina Azahara. Mi riferivo al fatto che la musica spagnola va oltre il flamenco e Julio Iglesias, nel senso che ci sono anche altri gruppi.

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  6. ...per concludere penso che questa storia sia nata anche dal fatto che all'epoca (anni '90) non tutti conoscessero bene la storia degli Héroes, non avevano letto con attenzione i testi (molto diversi da quelli dei Litfiba) e forse neanche conoscevano "El Mar no Cesa" e si fermavano a "Senderos..". Tralasciavano il fatto che l'attitudine dei Litfiba era più di protesta, più politicizzata (El Diablo e Terremoto in primis con Piero che indossava la maglietta di Che Guevara e attaccava Andreotti, lanciava slogan anti-militaristi, ecc..). Gli Héroes hanno sempre preso le distanze dalla politica e sostanzialmente erano interessati ad altre tematiche. Non dimentichiamo che specie nel periodo di Avalancha (1995-96) Enrique cercava di imitare Jim Morrison nelle pose (sia nelle foto che sul palco).

    Magari ora con internet è più facile reperire le notizie, cercare le canzoni, trovare curiosità sulle bands, confrontarsi (come stiamo facendo noi adesso, ndh) rispetto a vent'anni fa quando ancora non tutti avevano il lettore cd e stavano dietro alle musicassette.

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  7. Non ho molto da aggiungere. Praticamente sono d'accordo su tutto ;-)

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  8. Anzi, aspetta, una cosa da aggiungere ce l'ho. Sia Piero che Enrique dicono di ispirarsi a David Bowie: a riconferma che nessuno dei due ha copiato l'altro ma sono semplicemente simili di loro.

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  9. Nel blog ho postato dei video sulla prima apparizione televisiva degli Héroes nel 1985. Guardando Enrique si nota che nei movimenti si rifà in un certo senso a David Bowie. Questo è il link:

    http://heroesdelsilencioitalia.blogspot.it/2011/11/prima-apparizione-televisiva-degli.html

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  10. Ho trovato un articolo interessante (scritto in spagnolo) intitolato "Los padres de los Héroes". Qui come principali influenze del gruppo vengono citati: i Cure, i Joey Division e i Cult. Questo è il link:

    http://www.mentenebre.com/articulos.php?op=verarticle&artid=5

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  11. ...sempre tratto da quell'articolo, c'è un paragrafo dove Enrique parla a proposito dei gusti musicali suoi e degli Héroes:

    En este libro, a través de Enrique Bunbury, encontramos interesantes revelaciones. Ante la pregunta de qué bandas escuchaban en su comienzo, la respuesta es muy reveladora:
    “The Cure, Joy Division, Bauhaus, The Cult...Ese tipo de música. Juan estaba más por los The Smiths y a los dos nos gustaba U2. También escuchaba a Big Country e incluso Waterboys. Era la música que ponía Cachi en la radio.” (Página 18).
    Tenemos otros datos que nos mantienen en la misma línea, ante la pregunta de qué les interesaba, en los comienzos de Héroes del Silencio, de lo que estaba sucediendo en España, musicalmente hablando:
    “Siempre he sentido admiración y respeto por Santiago Auseron, que ha sido para mí una figura clave y muy influyente. El hecho de que yo tomara la decisión de cantar en español y en el aspecto de introducir temas filosóficos y metafísicos en los textos. O sea, que la culpa de mis textos la tiene Santiago Auseron. Y luego está Gabinete Caligari, un grupo que me habia gustado mucho por una primera etapa que tenía conexión con nosotros; una etapa más oscura en la que supongo que tenían influencias de Killing Joke y de The Cure. Uno de los grupos que nos gustaba mucho era Parálisis permanente".

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