martedì 22 novembre 2011

Senderos de Traicion (recensione)


Con grande piacere, mi accingo a recensire questo album degli Heroes del Silencio, il quale rappresenta il massimo livello di notorietà della band. "Senderos de Traicion" fu rilasciato nel 1990 e rappresenta il punto di svolta della loro carriera, vendette oltre 400.000 copie in Spagna ma soprattutto gli diede il successo internazionale. Infatti, sono di rilievo le 250.000 copie vendute in Germania e le 100.000 in Italia. Nel complesso i risultati furono buoni in quasi tutto il vecchio continente. Subito dopo l'uscita dell'album, gli Heroes si imbarcarono per un tour nazionale che ebbe un gran seguito. Il 1992, invece lo dedicarono per farsi conoscere nel resto d'Europa, suonando decine di concerti e riscuotendo ottimi consensi. Infine, non dimentichiamo lo loro storica esibizione in playback al Festivalbar 92 (Arena di Verona) dove eseguirno una versione ridotta di "Entre Dos Tierras". Sempre lì furono intervistati da Benedetta Mazzini, la quale all'epoca aveva una relazione con Enrique Bunbury. Quest'ultimo le dedicò ben tre canzoni, che si possono ascoltare nei successivi due lavori, mi riferisco a: "Bendecida 2", "Bendecida" e "La Chispa Adecuada (Bendecida 3)".
Neanche a dirlo, il pezzo trainante del disco è la splendida "Entre Dos Tierras", suggestiva rock song, che è senza dubbio la più popolare del quartetto spagnolo. Ricordo che nel periodo 1991-92 fu un tormentone non solo nella penisola iberica ma anche qui in Italia, e veniva diffusa spesso alla radio ed il videoclip trasmesso nei canali musicali. I 12 brani che compongono quest'album sono tutti di buona fattura e meritano un po’ di attenzione. Molto belli i testi che raggiungono picchi poetici e metaforici in "Maldito Duende", suggestiva canzone che inizia con un meraviglioso arpeggio di chitarra e prosegue con piacevolissimo ritornello a tratti quasi "fiabesco". Si dice che Bunbury lo abbia composto quando era ancora un ragazzino, prima che entrasse nella band. Si possono notare i riferimenti alla magia e a ciò che ne concerne: la notte, la luna e il “Duende” (in italiano significa “Folletto”) uno spiritello dei boschi che nei racconti popolari risultava dispettoso e dunque una sorta di "Maldito". "La Carta" e "Malas Intenciones" sono due pezzi malinconici che trattano delle difficoltà dovute alla distanza e delle crisi che spesso si verificano nelle storie tra uomo e donna. Lo stile è pressoché simile a quello della seconda traccia. Tanto di capello al chitarrista Juan Valdivia, autore di composizioni semplici e coinvolgenti.
"Senda" ed "Hechizo" sono due altri pezzi pregiati dell'album, la prima è caratterizzata da un ritmo cadenzato e ha delle sfumature quasi "epiche"; la seconda, al contrario, è più veloce e lascia spazio anche ad un piacevole assolo di chitarra. Come al solito, le liriche sono di un certo spessore, contraddistinte da allegorie e giochi parole, tipiche della band aragonese. "Oracion", sarebbe una sorta di critica alla chiesa, una strofa del brano cita: "No hay oracion capaz de decidir por mi..." (Non c'è preghiera capace di decidere per me...). Anche qui la formula è sempre la stessa: arpeggio iniziale più che azzeccato, subentro teatrale di Bunbury e base ritmica impeccabile. In "Decadencia", i toni si fanno più cupi, la musica è più curata specie negli assoli e nelle linee di basso. Dal vivo, la song in questione spesso includeva lunghe improvvisazioni, monologhi di Bunbury e cover di altri gruppi. L’album si conclude con la ballad "Con Nombre de Guerra", un altro brano “sentimentale” di cui fu tratto anche un videoclip. Nel cd in realtà è presente anche una bonus track "El Quadro II" che non figura nel vinile e nella MC.
Come si può facilmente intuire, "Senderos De Traicion" è un buon album di una band che è stata in parte sottovalutata, che ha dato un contributo enorme alla crescita del rock spagnolo. Consiglio a chiunque non lo conosca di procurarsene subito una copia! Il discorso vale anche per gli altri dischi degli Héroes: “El Mar No Cesa” (1988), "El Espiritu Del Vino" (1993) ed "Avalancha" (1995).

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