martedì 11 aprile 2017

Héroes del Silencio - maqueta "La Ultima Daga" (1986)


"La Ultima Daga" ci propone tre canzoni registrate dagli Héroes del Silencio nel 1986, prima di rilasciare il loro primo album in studio "El Mar No Cesa" (1988). La demo contiene: "No Mas Lagrimas", "El Mar No Cesa", "Héroe de Leyenda". L'audio è ottimo! Il tutto è condito da alcune immagini risalenti al primi anni della band.



mercoledì 29 marzo 2017

lunedì 13 marzo 2017

Bunburazo Italiano! Domenica 12 Marzo 2017 - Vicenza


PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA!!! 
IL BUNBURAZO E' UN OMAGGIO A "ENRIQUE BUNBURY" E AGLI "HEROES DEL SILENCIO".

UN DOVEROSO GRAZIE AI FANS ITALIANI CHE LO HANNO ORGANIZZATO!

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giovedì 9 marzo 2017

La fanzine italiana "La Sangre Gitana", numero 2 - ottobre 1995


Ecco altri stralci di questa fantastica fanzine! Questa volta siamo arrivati al numero 2, uscito nell'ottobre del 1995.

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venerdì 3 marzo 2017

Che ricordi! La fanzine italiana "La Sangre Gitana", 1995


Stralci del numero 1 de "La Sangre Gitana", luglio 1995.

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martedì 28 febbraio 2017

Trascrizioni del 1993. Intervista sulla rivista "Tutto" e intervista radiofonica su Radio 105.


01/07/1993

¡Vamos a rockar!, tratto da “TUTTO” n. 7 – pag. 61

Héroes del silencio, capitolo quarto. Una conferma. Se credevate che il vero rock fosse solo quello anglosassone allora dovete ricredervi perché le chitare ruggenti, la ritmica precisa e martellante rendono El espiritu del vino un disco dai suoni essenziali e volutamente scarni. Un album che trasmette sensazioni e non delude, perché il rock è energia pura, emozione oltre che un’idea, un concetto. È questa la sua forza. Non per nulla per i quattro “eroi del silenzio” questo è un disco più maturo, dal suono maggiormente europeo dove la scelta di usare la lingua spagnola è motivata dalla volontà di contrastare il primato della lingua inglese nella musica. La storia degli HDS inizia nel 1984. I ragazzi, per farsi conoscere, suonavano dappertutto. L’occasione arriva nel 1987: contratto con la EMI e primo EP Héroe de leyenda a cui segue, nel 1988, El mar no cesa, un enorme successo in tutta la Spagna. Poi nel 1990, Senderos de traición, che li lancia in Italia, Germania e altri paesi europei. La strada diventa così in discesa.
«un periodo veramente incredibile. Riuscimmo ad avere oltre 200 date. Non c’era posto, festa di piazza o concorso dove non abbiamo suonato. Per noi che veniamo da Saragozza, la vita non era facile. Non avevamo neanche il contatto giusto a Madrid, sede di tutte le etichette discografiche. Una situazione che avrebbe scoraggiato chiunque non fosse veramente determinato a far conoscere la propria musica»
Parlando poi si scopre che in Spagna la voglia di musica è grande. C’è un enorme desiderio di recuperare il tempo perso e di superare le barriere nazionali:
«la cultura rock da noi iniziò solo con la fine del franchismo. Un po’ in ritardo rispetto agli altri paesi europei. La situazione era, agli inizi, uguale a quella descritta da Almodovar nel film “Pepi, Lucy Bum e le ragazze del gruppo”. Pressapochismo e tanta ingenuità. A poco a poco, però, c’è stata una evoluzione. I tempi sono cambiati. Questo non vuol dire che sia tutto rose e fiori. Ad esempio a Saragozza c’è solo un club di rock. Bisogna inventarsi i luoghi dove esibirsi. Basta poco. Un centro culturale, una piazza o un bar. Non c’è ritrovo che non ricavi in un angolo del locale un palco dove chiunque possa esibirsi»
Vivere lontano dalla capitale ha i suoi lati positivi perché obbliga a stare più attenti, a essere più precisi e determinati. Una specie di prova di coraggio:
«vivere in provincia è una cosa molto buona a livello creativo. Stare lontano dal music-business per un gruppo è il modo migliore per concentrarsi sulle proprie canzoni e poterle fare come le sente dentro. In maniera più originale e meno contaminata»
La musica diventa quindi molto di più di una forma artistica, di un modo di vivere, è sotto certi aspetti:
«il più potente mezzo espressivo, l’unico che dà la possibilità di usare un linguaggio facile e immediato. Attenzione però a ciò che si dice perché i testi devono avere messaggi altrimenti si rischia, come diceva Goya, il sonno della ragione che genera mostri. Le idee delle nostre canzoni vengono dalla quotidianità, dalla lettura dei giornali, un serbatoio quasi infinito a cui attingere. Senza dimenticare, però, autori come Baudelaire e Verlaine, ad esempio la poesia indù o libri di autori influenzati dalla mistica orientale»
Un gruppo spagnolo, quindi, dal cuore e dalla cultura planetaria.


12/08/1993
Alla pagina 562 del televideo RAI
Héroes del silencio, El espiritu del vino, etichetta EMI

In Italia hanno già conquistato un buon successo con il loro precedente Senderos de traición. Ora gli Eroi spagnoli tornano con un nuovo disco molto curato e ricco di pezzi forti. La voce tenebrosa del cantante caratterizza il loro rock realizzato con largo impiego di chitarre elettriche. La musica degli Héroes fa ricordare quella di alcuni gruppi targati anni ’70. Il disco è ottimo esempio di un rock per il quale non si accettano compromessi: è musica registrata così come viene creata.



30/09/1993
Rete 105, intervista radiofonica h. 16,25
(d: deejay e: enrique)

d:         Pensate che quelli che state sentendo, cari ragazzi, sono gli Héroes del silencio che sono entrati praticamente nel nostro studio, hanno preso due chitarre e stanno suonando live. Enrique e Alan, giusto? Che è spagnolo comunque…
e:         No, messicano
d:         Ha la faccia da messicano, è biondo con gli occhi azzurri, ha proprio la faccia da messicano!
e:         Sì sì, è vero”
d:         Parlano benissimo italiano, perché poi voglio dire, spagnolo/italiano più o meno ci siamo…
e:         Capito…pocas parola…
d:         Io appena li visti ho detto ‘hablo muy bien espanol’…. E poi basta mi sono bloccato.
d:         Abbiamo sentito un pezzo dal vivo e terrei a sottolineare il fatto che loro non rilasciano
interviste e adesso vorrei subito chiedere come mai sono così restii, comunque a non farsi
intervistare o per lo meno qual è il motivo
e:         Sì, il fatto non è che non amiamo le interviste, è più che altro che preferiamo suonare dal vivo, abbiamo molti posti dove suonare quest’anno e preferiamo suonare piuttosto che fare interviste. Penso che la migliore pubblicità sia un buon concerto.
d:         È vero, è risaputo anche perché hds.. una delle loro principali caratteristiche è proprio quella dell’esibizione, loro sono fortissimi dal vivo e infatti hanno ricevuto un sacco d’inviti ad una serie di festival importantissimi, dove ci sono nomi veramente clamorosi. Il fatto che loro mi stiano guardando con occhi spalancati e stringono le chitarre ne è un po’ la dimostrazione.
e:         Sì, abbiamo avuto molti festival quest’estate, anche l’anno scorso ne abbiamo avuti molti
d:         Avete suonato con Elton John…
e:         Sì, in Germania abbiamo avuto festival con grandi musicisti… con Robert Plant, Lenny Kravitz, Faith no more…
d:         Ho letto che siete stai in Germania tre volte nello stesso anno, è vero?
e:         Veramente non lo so, so che siamo stati in tour tutto il tempo per cui non so quante volte siamo stati in Germania nello stesso anno, ma abbiamo appena pubblicato un nuovo album e siamo partiti con un tour europeo, in giro ovunque! L’importante è suonare, essere live.
d:         Io ragazzi, vederli con queste due chitarre in mano…possono suonare la prima canzone che gli viene in mente, qualsiasi tipo di canzone? Dal vivo ragazzi, Héroes del silencio!

e:         Questa è una piccola parte di La Herida, il nuovo singolo dell’album
d:         Bene, bravi belli, ricchi… perché ormai siete ricchi credo…
e:         Sì, ricchi…
d:         Hai capito?! Di solito dicono tutti di no…
e:         Multimilionari!
d:         Multimilionari… bravo, ok. Lo dice con una faccia molto convinta Enrique…
e:         Sì, dipende da quanto denaro ti serve per vivere, viaggiando non abbiamo bisogno di molti soldi
d:         Dipende da come viaggiate!
e:         Se la casa discografica paga viaggiamo in aereo, se non paga viaggiamo in bicicletta!
d:         Una domanda, loro sono talmente internazionali, talmente europei, una curiosità… ma da che cosa siete stati ispirati? Avete un ispiratore? Vi aggrappate a qualcosa?
e:         Io penso che si possa prendere ogni cosa dalla vita normale se hai una vita interessante, noi stiamo cercando di avere una vita interessante e la cosa più importante è avere buoni rapporti con buone persone e viaggiare penso sia la migliore ispirazione, anche perché abbiamo incontrato molte persone veramente interessanti per esempio in Messico, Alan è uno di loro. O ovunque, in India, in Nepal, viaggiare è una delle ispirazione per gli hds adesso
d:         Bello, è un poeta, ha risposto proprio da poeta. Perfetto.
e:         Grazie
d:         Io gli chiedo un altro intervento musicale, vorrei sentire una canzone che avrebbero voluto scrivere loro ma che è già stata scritta da qualcun altro

e:         È il revival di una canzone che non è male da suonare in concerto
d:         Bravi, anche perché poi li stiamo rafficando, non avevamo preparato niente e li trovo disponibilissimi, sono veramente due ragazzi forti e devo dire anche disponibili. Adesso però diamo a loro la possibilità di scegliere un pezzo dell’album
e:         Flor de loto

d:         Prima di salutare hds, vorrei chiedere un gran finale, bello, forte, è possibile?
e:         Una specie di blues da Muddy Waters

d:         Oh, vanno avanti ragazzi , non li stacchiamo più, lasciali andare va… vai… oh ragazzi, bravissimi!
e:         Grazie mille!


* GRAZIE A CRISTINA PER IL MATERIALE FORNITOMI!